450º – Cremona per Monteverdi


logo-450La musica con il Festival Monteverdi che torna a produrre, le masterclass, le mostre, la ricerca. Tutta la città, gli spazi pubblici, i palazzi storici anche privati, le chiese barocche ed i giardini e cortili “nascosti” più belli ci racconteranno del Divin Claudio e della sua epoca. Cremona celebra così, con un progetto di qualità e di sistema, i 450 anni dalla nascita di Claudio Monteverdi. Nell’anno monteverdiano, un inedito e ricco programma che riscopre la creatività del grande compositore cremonese per stimolare nuova creatività oggi, consolida e rilancia progetti e costruisce nuove iniziative culturali e turistiche, in una città ricchissima di eventi, di storia e di innovazione e sempre più internazionale. Una città vivace e feconda che raccoglie il legame con il proprio passato e lo ripropone con grande forza contemporanea. Con un respiro di futuro.

Per maggiori informazioni www.monteverdi450.it/calendario-generale/dettaglio/genovesino-natura-e-invenzione-nella-pittura-del-seicento-a-cremona

 

 

 

GENOVESINO. NATURA E INVENZIONE NELLA PITTURA DEL SEICENTO A CREMONA

Dal 6 ottobre 2017 al 6 gennaio 2018

Pinacoteca di Cremona – Musei Civici


g1L’esigenza di una mostra monografica su Luigi Miradori detto il Genovesino è avvertita a Cremona da molti anni, in quanto l’artista di origine ligure è il principale protagonista della pittura nella città lombarda dalla metà degli anni trenta del Seicento per un ventennio, fino alla morte, avvenuta nel 1656, e non ha ancora goduto a livello espositivo della fortuna adeguata al suo ruolo di eccellenza nel panorama figurativo del barocco nell’Italia settentrionale. Un’esposizione su Genovesino nel 2017 deve tornare al territorio, fortunatamente attrezzato e ricco di opere dell’artista, e deve valorizzarle nel civico museo, cercando poi di avere in prestito una serie di dipinti fondamentali per la vicenda dell’artista e alcune opere di confronto da altri musei e collezioni private, in Italia e all’estero. In tutto si prevede di esporre una settantina opere, di grandi, medie e piccole dimensioni.
La mostra si configura come un’esposizione monografica tradizionale che rende conto delle varie tappe del percorso stilistico del Miradori, ma g2vuole aprirsi con un panorama dei masterpieces del primo Seicento cremonese di alcune opere che, a Genova e nel ducato farnesiano, hanno potuto colpire l’immaginario in formazione del giovane pittore. Si prosegue quindi con gli inizi del Miradori a Genova, il momento farnesiano a Piacenza, l’arrivo a Cremona, il cambio di status sociale, il rapporto con l’aristocrazia e con il castellano spagnolo, don Álvaro de Quiñones. L’abilità ritrattistica, il tema della Vanitas, il gusto picaresco, quasi in parallelo con i bamboccianti attivi a Roma, i molteplici influssi, secondo una mappa da intendere più variegata rispetto al passato – Genova e Milano, i pittori attivi alla corte di Parma, Guido Reni e Guercino – offrono risposte e aprono nuove prospettive di ricerca sull’artista. Sono opere di piccole e medie dimensioni, “quadri da stanza” in gran parte di soggetto profano, che indicano la varietà dei temi affrontati dal pittore ai livelli formali più sostenuti.
Segue, in sequenza cronologica, la sfilata dei dipinti d’altare, che culmina con il capolavoro del Genovesino, il Riposo durante la fuga in Egitto di Sant’Imerio. Non minore importanza avranno gli itinerari in città, a partire dal Palazzo Comunale, dove sono inamovibili la Moltiplicazione dei pani e dei pesci e l’Ultima cena; altra tappa l’altare di San Rocco in Duomo, quindi la cappella di sinistra nel transetto di San Marcellino. Si proporrà anche un itinerario sul territorio, nelle chiese di San Siro e di San Rocco a Soresina.

Una simile esposizione, corredata dagli itinerari, offre l’occasione di rievocare ai massimi livelli pittorici uno spaccato indelebile della Cremona seicentesca e di recuperare per la prima volta in maniera organica l’attività di uno dei massimi protagonisti della cultura figurativa del Seicento tra Liguria, Emilia e Lombardia, di tracciare adeguatamente le sue coordinate stilistiche e una mappa articolata dei suoi committenti.

A cura di Francesco Frangi, Valerio Guazzoni, Marco Tanzi

Per maggiori informazioni: museo.alaponzone@comune.cremona.it o www.monteverdi450.it/calendario-generale/dettaglio/genovesino-natura-e-invenzione-nella-pittura-del-seicento-a-cremona

 

 

 

CREMONA NEL SEICENTO “A peste, a bello, a fame, libera nos Domine”

Dal 10 ottobre 2017 al 31 dicembre 2017

Sala Alabardieri Palazzo Comunale – Cremona


La mostra indaga (parallelamente alla mostra artistica sul Genovesino e la pittura nel Seicento) le vicende storiche di Cremona in un momento in cui la città soffre di una csm_ima_preview_cremonaSeicento_d822016155grave crisi economica. Questi i temi: A peste, a bello, a fame, libera nos Domine.
La peste raccontata attraverso i numerosi testamenti che venivano redatti a favore di opere pie o della Chiesa per impetrare dal buon Dio aiuto e liberazione dal contagio. Accanto ai lasciti si assiste alla riproposizione del culto di Santi specifici: san Rocco e san Sebastiano.
La guerra che invadeva la città con la presenza dei soldati a cui anche i cittadini dovevano fornire vitto e alloggio. La fame sempre più presente a causa sia della peste che della guerra. Se la popolazione era sempre più povera le famiglie nobili impegnavano invece grosse somme per l’acquisto di feudi dal sovrano. In tal modo non vi era circolazione commerciale e l’economia ristagnava.
Infine l’appello dell’uomo a Dio che lo liberi dal male: un breve spaccato sulla vita religiosa. La mostra documentaria sarà infine accompagnata da opere d’arte appartenenti al Museo Civico e attinenti ai temi trattati nei documenti.

A cura dell’Archivio di Stato di Cremona con la collaborazione del Comune di Cremona-Museo Civico e Archivio Storico Diocesano
Per maggiori informazioni: as-cr@ beniculturali.it  o www.monteverdi450.it/ calendario-generale/dettaglio/ cremona-nel-seicento

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